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Cessione del quinto: cosa succede se perdo il lavoro?

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Un lavoro da dipendente a tempo indeterminato ha il vantaggio di fornire stabilità e continuità di reddito. Inoltre ti da la possibilità di ottenere un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio con il quale puoi acquistare un auto, fare fronte alle spese familiari o aiutare un familiare che si trova in stato di necessità senza dover fornire particolari spiegazioni.

Tuttavia può succedere che tu riceva un’offerta di lavoro più vantaggiosa da parte di un’altra azienda. Oppure nel caso peggiore che la tua azienda venga a trovarsi in difficoltà e sia costretta ad interrompere il rapporto di lavoro. Ti sarai chiesto: cosa succede se perdo il lavoro?

Il TFR a garanzia

La prima cosa da fare in caso di interruzione del rapporto di lavoro è comunicarlo tempestivamente alla banca o finanziaria, per evitare possibili rischi di insolvenza sulle rate. Poi sarà la banca a comunicare all’azienda l’ammontare del debito residuo netto.

Con la cessione del quinto l’azienda assume l’impegno a versare le quote mensili per conto del dipendente, trattenendole direttamente dal cedolino dello stipendio. L’azienda assume anche l’impegno a versare alla banca o finanziaria, in caso di interruzione del rapporto di lavoro, il TFR presente in azienda e tutti gli emolumenti non goduti (ferie non godute, permessi non goduti, etc.) fino all’ammontare dell’intero debito residuo, andando così ad estinguere il debito.

In caso di interruzione del rapporto di lavoro si possono quindi creare due situazioni.

1. Il TFR e gli emolumenti sono uguali o superiori al debito residuo

In questo caso l’azienda verserà alla banca o alla finanziaria solamente l’ammontare del debito residuo netto del finanziamento. Tutto il resto verrà corrisposto dall’azienda al lavoratore insieme all’ultimo cedolino

2. Il TFR e gli emolumenti non coprono il debito residuo.

In questo caso l’azienda verserà alla banca o alla società finanziaria l’intero ammontare del TFR e degli emolumenti. Rimarrà quindi “scoperta” una piccola parte del debito che resta a carico del lavoratore e potrà essere saldata in due modi, in base a specifici accordi con la banca o la finanziaria:

  • Concordando un piano di rientro direttamente con la banca o la società finanziaria
  • Comunicando alla banca o società finanziaria i riferimenti del nuovo datore di lavoro al quale verrà notificata la parte rimanente del debito; il nuovo datore di lavoro proseguirà nel pagamento delle rate trattenendole dal cedolino fino alla estinzione del debito residuo.

Per maggiori approfondimenti sul tema e per studiare il tuo caso personale contattami e ti aiuterò a capire qual è la soluzione migliore per te.

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